Dopo aver conquistato il suo secondo titolo mondiale consecutivo nel Techno 293, a Pwllheli (Galles), Teresa Medde ha annunciato la chiusura della sua avventura nella classe giovanile che l’ha vista crescere fin da bambina.

Con emozione e maturità, la portacolori del Windsurfing Club Cagliari, allenata prima da Andrea Melis e poi da Alessandro Melis, racconta il suo percorso, i sacrifici, le gioie e i ricordi che porterà sempre con sé.
Teresa, due titoli mondiali consecutivi: come descrivi le emozioni di questo momento?
“È difficile trovare parole per descrivere ciò che sto provando… Sono estremamente felice per il risultato che ho ottenuto a questo mondiale e per tutti i risultati ottenuti durante il mio percorso, soprattutto negli ultimi due anni. Allo stesso tempo provo una profonda nostalgia, perché vado in windsurf da quando avevo sette anni, sono cresciuta su di esso, e pensare che gli anni migliori siano finiti mi spezza il cuore. Nonostante ciò voglio godermi al massimo questo momento ed elaborare piano piano i sentimenti che provo. Rimarrò per sempre nel mondo del windsurf, magari partecipando a qualche altra gara oppure accompagnando i ragazzi alle regate.”
Qual è stato il momento più difficile del campionato?
“Forse il primo giorno: avevo tanta tensione e non vedevo l’ora di rompere il ghiaccio per capire quali fossero le mie avversarie principali. In regate così lunghe è fondamentale mantenere la concentrazione fino all’ultimo. Abbiamo portato a termine 15 prove su 15, regatando perfino un giorno fino alle 8 di sera: è stata una regata faticosa, ma anche esaltante.”
Tua sorella Angelina è stata una fonte di ispirazione?
“Assolutamente sì. Angelina è sempre stata la mia più grande sostenitrice e con lei ho un legame fortissimo. Essere riuscita a compiere la sua stessa impresa – vincendo per due anni consecutivi mondiale ed europeo – mi rende fierissima. Mi piace pensare che io e lei fossimo destinate a questo.”
C’è un ricordo che porti con te più di altri?
“Ce ne sono tantissimi, ma forse il più bello risale al mondiale in Ungheria dell’anno scorso. Dopo l’ultima prova non sapevo se avessi vinto, perché io e la seconda ci alternavamo continuamente in classifica. Quando sono uscite le classifiche ufficiali e ho visto il mio nome al primo posto, ho pianto dalla gioia. Quel momento rimarrà per sempre con me.”

Che messaggio vuoi lasciare ai ragazzi che continuano nella classe Techno 293?
“Vorrei dire loro di continuare a partecipare alle regate con entusiasmo e impegno. Questa è una classe giovanile che ha un grande valore formativo e continuerà sempre a esistere, anche adesso che il foil sta prendendo spazio.”
Il futuro per te non sarà nell’iQFoil?
“No, purtroppo ho già provato a passare all’iQFoil, partecipando alle regate per più di un anno, ma non è lo sport adatto a me. Mi ha dato problemi fisici e, in più, il foil richiede peso e altezza per sviluppare velocità, caratteristiche che non ho. È anche una disciplina molto legata all’attrezzatura: devi provarne tante per trovare quella migliore, e non mi ha mai dato la stessa soddisfazione. Lo farò solo per divertirmi ogni tanto in acqua, ma non a livello agonistico.”

Quanto è stato importante il supporto del tuo allenatore e della squadra?
“Fondamentale. Il sostegno del mio allenatore Alessandro Melis, di tutta la squadra e del club è stato decisivo. Frequentare un ambiente accogliente e sereno ti permette di allenarti al meglio e di arrivare pronta ai momenti che contano.”
Con due titoli mondiali in bacheca e una carriera giovanile memorabile, Teresa Medde lascia il Techno 293 con il sorriso e un pizzico di nostalgia, consapevole di aver scritto una pagina importante del windsurf italiano e sardo. Per lei ora gli studi universitari: “quest’anno avrò la maturità e dopo mi piacerebbe studiare medicina seguendo le orme dei miei genitori e di mia sorella.”





