Campionato Europeo Hobie Cat 16 sul lago di Carcans: tre equipaggi del Windsurfing Club Cagliari

Campionato Europeo Hobie Cat 16 sul lago di Carcans: tre equipaggi del Windsurfing Club Cagliari

Un Campionato Europeo decisamente particolare quello disputato sul lago di Carcans, in Francia, organizzato dal Circolo Velico Bordeaux Carcans Maubuisson. Un lago che si sviluppa parallelamente all’oceano e che, proprio per la sua conformazione, ha regalato per tutta la settimana condizioni di vento estremamente variabili e difficili da interpretare.

I tre equipaggi del Windsurfing Club Cagliari erano Piero Gessa – Roberto Dessy, Paolo Pedde – Roberta Cerciello e Tullio Cocco – Luca Ledda.

È stato proprio durante i primi giorni di qualifica che Pedde e Cerciello hanno iniziato a capire quanto sarebbe stato difficile il campo di regata: a Carcans non bisognava cercare tanto l’angolo quanto la pressione, cercando continuamente di capire dove sarebbe arrivato il vento migliore.

Le qualifiche sono filate via abbastanza tranquille, con l’obiettivo principale di rimanere nei primi dieci e assicurarsi così un buon accesso alla fase finale. Gessa e Dessy erano invece già qualificati per la Gold Fleet grazie alla loro posizione nella ranking list italiana.

La finale, con 48 barche al via, ha portato anche una bella novità: il ritorno di numerosi equipaggi francesi, che hanno reso la flotta ancora più numerosa e competitiva.

Fin dalla prima giornata si è capito quanto fosse difficile leggere il campo. Le condizioni cambiavano continuamente e bastava poco per trovarsi dalla parte sbagliata del vento. Owen e Ghent, però, hanno subito fatto vedere di essere di un’altra categoria, riuscendo a interpretare il campo con una sicurezza impressionante.

Pedde-Cerciello sono invece partiti subito molto bene, piazzandosi nei primi dieci e dimostrando di riuscire a interpretare le condizioni meglio di molti altri equipaggi.

Per Gessa-Dessy la prima giornata è stata un crescendo. Dopo tre prove disputate in progressione, proprio nell’ultima hanno rotto il bozzello del fiocco, ritrovandosi così con il primo scarto del campionato.


La prima giornata ha comunque confermato quanto fosse complicato il campo: anche partendo bene e riuscendo a mantenere il controllo della barca, bastava sbagliare il momento o il punto in cui virare per perdere
20 posizioni in un attimo.

Molto bene anche gli equipaggi romani, con tre barche nei primi dieci. Probabilmente le condizioni ricordavano in qualche modo quelle del lago di Bracciano, permettendo loro di trovare più facilmente il giusto feeling con il campo.

In una giornata il vento è stato addirittura così debole che il Comitato ha provato comunque a far partire una prova. Il tentativo, però, non ha avuto successo e siamo rimasti a lungo in acqua a galleggiare, aspettando che arrivasse un po’ di pressione. Alla fine la giornata è stata annullata e siamo rientrati a terra senza riuscire a disputare nemmeno una prova.

L’ultima giornata era invece quella che, secondo le previsioni, avrebbe dovuto regalarci il vento più forte. E così è stato, ma con una complicazione ulteriore: un vento molto perturbato, caratterizzato da importanti salti di direzione e da variazioni molto marcate dell’intensità.

Anche in quelle condizioni, quindi, non bastava avere velocità: bisognava continuare a leggere il campo, cercando di anticipare i salti e soprattutto capire dove sarebbe arrivata la pressione successiva.


Alla fine, i tre equipaggi del Windsurfing Club Cagliari hanno chiuso il Campionato Europeo con
Paolo Pedde e Roberta Cerciello all’ottavo posto, un ottimo risultato che li ha visti costantemente protagonisti nella parte alta della classifica. Piero Gessa e Roberto Dessy hanno concluso al ventesimo posto, mentre Tullio Cocco e Luca Ledda hanno chiuso in trentesima posizione.

Un risultato complessivamente positivo per il club cagliaritano, arrivato al termine di una settimana impegnativa su un campo di regata estremamente tecnico e imprevedibile.

Un Europeo nel quale non c’era mai la sensazione di poter dare per scontato quello che avevi imparato il giorno prima. Ogni mattina si ripartiva da zero, cercando di capire il vento, la pressione e il modo migliore per affrontare quel particolare campo di regata.

Ed è forse proprio questa la caratteristica che ha reso il Campionato Europeo di Carcans così difficile… ma anche così interessante.